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Without plastic it's fantastic

Ognuno di noi può entrare a far parte della grande famiglia dei sostenitori del Pianeta, anche con piccoli gesti quotidiani.

La plastica ci ha cambiato la vita ed i numeri parlano da soli: dagli anni ’50 sono stati prodotti oltre 8 miliardi di tonnellate di plastica, praticamente pari al peso di 47 milioni di balene blu.

Basta entrare in un supermercato o in un negozio o semplicemente fare caso all’enorme quantità di plastica che utilizziamo ogni giorno nelle nostre case per uso alimentare o di igiene personale.

Si stima che nel mondo ogni minuto vengono acquistate circa 1 milione di bottiglie di plastica ciò significa più di 16 mila al secondo. Si tratta dell’equivalente di un camion pieno di plastica scaricato nell’oceano ogni minuto; con tutta la plastica presente nei mari, afferma Greenpeace, potremmo fare 400 volte il giro della Terra.

Ma abbiamo davvero bisogno di tutta questa plastica?

Dalla sua introduzione nel mercato, non abbiamo saputo utilizzarla in modo corretto arrivando ad abusarne e pagarne oggi le conseguenze.

Il problema è che la plastica è un materiale estremamente resistente, dopo 400 anni inizia a sbriciolarsi in piccoli frammenti, detti microplastiche che continueranno ad esistere per chissà quanti anni ancora nelle nostre acque, nei nostri parchi fino alle nostre tavole.

Il dato più allarmante è che di tutta questa plastica, secondo l’OCSE, solo il 15% viene raccolta e riciclata mentre il restante 60% è destinato alle discariche o disperso nell’ambiente.

L’Italia si distingue per la raccolta differenziata ma fatica a dare seconda vita all’ingente mole di materiali plastici, infatti solo il 14% della plastica viene recuperata. In Italia, secondo il Censis, usiamo circa 400 bottigliette di plastica a persona, senza contare altre tipologie di bevande.

In questo scenario, il Consiglio dell’Unione Europea fa sul serio e approva la Direttiva che, dal 2021 vieta oggetti in plastica monouso come piatti, posate e cannucce. È un primo passo importante per far sì che il consumo di plastica, nemica degli oceani, della fauna marina e dei paesaggi terrestri, venga drasticamente ridotto. 

I dati allarmanti sui danni della plastica circolano in rete e sui social network e invitano a riflettere tutti noi, a partire dai consumi quotidiani. 

A cosa attribuirne la causa? Per fermare l’inquinamento da plastica bisogna intervenire alla fonte, chiedendo alle aziende di abbandonare la plastica monouso nei suoi imballaggi.

Le grandi aziende continuano a produrre sempre più materiali usa e getta, nonostante le percentuali di riciclo siano così basse. Il report di Greenpeace “Una crisi di convenienza” sulle sei multinazionali leader nel commercio delle bibite ha rivelato che solo il 6,6% della plastica utilizzata nelle bottiglie è riciclata e nessuna è propensa a convertirsi all’uso esclusivo di PET (polietilene terefltalato) 100% riciclato poiché gli imballaggi ne perderebbero la trasparenza che li caratterizza. Inoltre, la qualità della plastica riciclata è spesso non idonea al riciclo, le politiche di riciclaggio sono scarse ed i prezzi sono ancora troppo bassi per far sì che possa essere sostituita con materiali più eco-friendly. 


La plastica finisce sulle spiagge di tutto il mondo, inquina i nostri mari, uccide esemplari di pesci e uccelli. Si prospetta infatti che nel 2050 nei mari ci sarà più plastica che pesci.

Siamo rimasti tutti colpiti dalle immagini diffuse sul web di tartarughe soffocate dalla plastica, di cavallucci marini che giocano con cannucce o di balene con lo stomaco pieno di plastica.


Ma cosa possiamo fare per cambiare questa situazione? 

Sul web spopola l’hashtag #plasticfree e proliferano le iniziative per contrastare l’utilizzo della plastica. Tra le varie, chi volesse dare il proprio contributo, quest’estate può unirsi alle raccolte rifiuti, organizzate da Greenpeace e diverse organizzazioni, per ripulire le spiagge o i fondali marini italiani. 


Ognuno di noi può entrare a far parte della grande famiglia dei sostenitori del Pianeta, anche con piccoli gesti quotidiani. Il Pianeta ci ringrazierà e ci sentiremo tutti attori di un cambiamento importante.

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